IL COMICO DI PLAUTO

Conversazione – spettacolo a cura del: Prof. Renato Raffaelli
Direttore del Dipartimento di Scienze del testo dell’Università di Urbino
Antologia di brani Plautini messi in scena dagli attori de: “La Mansarda”
Maschere di: Riccardo Ruggiano

Messa in Scena: Maurizio Azzurro

Lo spettacolo si articola come una lezione – spettacolo, dove una parte accademica, ma spettacolare al tempo stesso, perché fuori da una cattedra canonica e dentro invece il perimetro del palcoscenico, si mescola con la messa in scena di brani delle commedie di Plauto, affrontati con la traduzione modernissima e attualissima di Renato Raffaelli e con l’uso delle maschere. Queste ultime si alternano tra quelle della Commedia Attica Nuova, le cosiddette maschere di Lipari, e maschere più propriamente riconducibili all’universo della commedia dell’arte. E’ una scelta precisa questa.Dimostrare, proprio attraverso l’utilizzo di maschere diverse e inerenti a contesti storico-culturali molto distanti tra loro, come Plauto sia stato un ponte capace di mettere in comunicazione orizzonti diversi, ma grazie alla sua statura drammaturgi

ca perfettamente accumunabili. Sono stati scelti brani in cui la vis comica di Plauto è particolarmente brillante, con l’obiettivo di affrontare lo spinoso problema di come riprodurre in una traduzione moderna l’efficacia comica dell’originale. Di qui il titolo “Il comico di Plauto”, riferito sia agli esempi prescelti della comicità plautina, sia all’esperimento di una loro resa in una traduzione italiana, concepita, come la natura stessa del testo richiede, nella prospettiva della rappresentazione.

Parlare di Plauto, scandagliare le ragioni della sua drammaturgia, così attuale e incidente ancora oggi nei modi e nelle forme del teatro contemporaneo, e soprattutto esplorare la sua vis comica, significa proporre un viaggio dall’arco temporale lunghissimo e ricco di stimoli. Plauto è una boa, un punto fermo sospeso tra segmenti culturali ed espressivi che sembrano non avere un inizio e, chiaramente, non avere ancora una fine.

Sulle sue spalle ci sono le tante forme di improvvisazione teatrale che pescano nell’italum acetum, dalle farse fliaciche alle fabulae atellanae, ma c’è anche tutto il mondo della Commedia Nuova greca di Menandro e di Difilo, davanti a lui c’è invece la lunga traiettoria che ha portato le sue maschere ad incarnarsi nei tanti servi e vecchi, sciocchi e avari, coraggiosi e pusillanimi, che hanno popolato il nostro teatro rinascimentale, poi la Commedia dell’Arte, il Goldoni rivoluzionario, estendendosi ai Molière, agli Shakespeare e finanche ai Petrolini o ai Pasolini. Toccare Plauto significa toccare tutto questo, dilatare il filo dei discorsi fino a legare secoli che sembrano non avere niente in comune tra loro, ma che la magia dell’arte comica plautina rende perfettamente vicini gli uni agli altri. (A. Callipo)