Lezione/Spettacolo sulla Fabula Atellana

Drammaturgia: Roberta Sandias/Angelo Callipo

Messa in Scena: Maurizio Azzurro

Maschere: Giancarlo Santelli

Consulenza: Comitato Scientifico Ce.St.At (Centro Studi Atellana) diretto dal Prof. Renato Raffaelli

 

Il lavoro su una ipotesi di messa in scena delle Maschere della Fabula Atellana  si è  svolto attraverso un progetto articolato, che si è posto come fine la realizzazione di una performance ispirata alle celeberrime maschere. Consapevoli  dell’impossibilità d’una ricostruzione filologica, si è voluto piuttosto effettuare una ricerca, che prevede l’utilizzo di tali Maschere reinventandone la grammatica attraverso l’analisi  dei materiali disponibili, sia letterari che iconografici, quali i frammenti di testo di Pomponio e Novio ed i calchi in gesso rinvenuti a Pompei nel 1749 e recentemente riscoperti ed  esposti al Museo Archeologico di Napoli, ed altro materiale iconografico proveniente da siti archeologici campani, al fine di ipotizzare una messa in scena quanto più verosimile a quella originale.

La realizzazione del testo letterario, oggetto della messa in scena, è stata curata da Angelo Callipo, che, per la sua ricerca drammaturgica, ha indagato e cesellato quasi come un mosaico i frammenti di Pomponio e Novio,costruendo una partitura idonea ad una costruzione scenica.

Ai suddetti  testi ricostruiti attraverso i frammenti si accompagna la drammaturgia originale di Roberta Sandias, che, con la consulenza filologica del Prof. Raffaelli e del Prof. Monda dell’Università del Molise, ha composto delle brevi farse in metrica, adoperando il dialetto napoletano (lingua idonea più di tutte ad esprimere la vis popolare delle antiche Fabulae di Atella), che si riferiscono a trame di Pomponio e Novio, e ne citano i frammenti relativi.

Le maschere dei tipi fissi , Maccus, Pappus, Buccus e Dossennus, sono state realizzate in esclusiva dal maestro Giancarlo Santelli, dopo una accurata ricerca iconografica, che ha portato ad un risultato davvero esemplare.

La performance è concepita come una lezione/spettacolo,che vede alternarsi ai pezzi squisitamente teatrali alcuni interventi che consentono di approfondire, con la leggerezza di una conversazione ben condotta, l’argomento Atellana, al quale il teatro comico tutto, a partire da Plauto,  è profondamente debitore.