Conversazione – spettacolo a cura del: Prof. Renato Raffaelli (Direttore del Dipartimento di Scienze del testo dell’Università di Urbino).
Attori in scena: Maurizio Azzurro, Sebastiano Coticelli, Simona Di Maio, Valentina Elia Traduzioni Prof. Renato Raffaelli
Scene e costumi: Ennio Ecuba, Veronica Netti
Maschere della Commedia Attica Nuova: Riccardo Ruggiano

Maschere della Commedia dell’Arte: Maria Laura Buonocore
Relatori: Angelo Callipo, Roberta Sandias

Messa in Scena: Maurizio Azzurro

 

“Che in Italia ora esista un “teatro” analogo a quello in cui affondava le sue prepotenti radici il lavoro di Plauto, è cosa da mettere senza esitazione in dubbio.. (…)Beh, qualcosa di vagamente analogo, di così sanguignamente plebeo, capace di dar luogo ad uno scambio altrettanto intenso, ammiccante e dialogante, tra testo e pubblico, mi pareva di poterlo individuare, forse, soltanto nell’avanspettacolo..” (Pier Paolo Pasolini) Abbracciando in pieno questa riflessione di Pier Paolo Pasolini, datata 1963 e riferita al suo lavoro di traduzione del Miles di Plauto in dialetto romanesco, con riferimenti al linguaggio proprio dei capocomici e delle soubrette da avanspettacolo, e volendo applicare il medesimo principio ad una ricerca tesa alla messa in scena, e soprattutto all’utilizzo della “Maschera Teatrale”, ci è sembrato pertinente andare ad attingere nello straordinario patrimonio iconografico del grande Ettore Petrolini.

 

I suoi celebri personaggi, (Gastone, i salamini e soprattutto, la rappresentazione dei “caratteri” del suo originalissimo “Nerone”) cosa sono se non vere e proprie “maschere” contemporanee? Una sorta di naturale evoluzione di una tradizione popolare, che trova anche straordinarie coincidenze di tipo morfologico: un esempio per tutti: Fortunello, con le sue orbite sovradimensionate, il cranio pelato ed il ghigno beffardo, ricorda in maniera evidente la maschera comica del servo Plautino. Pur condividendo la riflessione pasoliniana, la nostra messa in scena non si è avvalsa della sua pur interessante traduzione. Siamo rimasti fedeli al testo Plautino, nella nota traduzione di Ettore Paratore, contaminandolo di tanto in tanto con lazzi e citazioni petroliniane, stupendoci, di volta in volta, nel “mescolare” i due testi, di quanto simili siano alcuni giochi di parole, alcune raffinatezze di linguaggio, alcuni scherzi stilistici, arrivando al punto di confondere, nella rilettura del testo, quel che era di Plauto e quel che abbiamo preso in prestito da Petrolini.

 

La scelta del “Miles Gloriosus”, fra i tanti testi plautini che pure si sarebbero ben prestati a questo lavoro di ricerca, è data dal fatto che nel miles si identifica il prototipo della maschera del “Capitano” della Commedia dell’Arte, di cui il capuano Silvio Fiorillo, in arte Capitan Mattamoros, è stato tra i maggiori interpreti.