PROGETTO ATELLANA

Progettazione e Direzione Artistica: Maurizio Azzurro

Drammaturgia: Roberta Sandias, Angelo Callipo
Maschere: Riccardo Santelli

Comitato Scientifico Ce.St.At (Centro Studi Atellana)

Con il Patrocinio dell’INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico) di Siracusa

 

La Fabula Atellana è una antica forma di Teatro in Maschera sorta nel V secolo a.C. tra le

popolazioni Osche della Campania, caratterizzata dalle presenze di tipi fissi (Maccus, Pappus, Bucco e Dossennus), che ebbe un tale sviluppo nell’antica Roma tanto da diventare uno dei generi teatrali  più diffusi ed amati dal pubblico.

Consapevoli  dell’impossibilità d’una ricostruzione filologica, si è voluto piuttosto realizzare una performances ispirata alla Fabula Atellana utilizzando tutti gli elementi, letterari e iconografici, se pur scarsi e frammentari, a nostra disposizione.

Il Progetto è stato così articolato:

 

Formazione

Dal 2009 ad oggi attraverso stage e seminari,  tenuti da docenti e pedagoghi di fama internazionale,  si è indagato l’utilizzo della maschera teatrale tout- court, dalle Maschere Greche e Latine fino  a quelle delle Commedia dell’Arte, passando per le maschere “da studio” quali la Larvale e la Neutra, al fine di acquisire dei riferimenti e dei codici comuni.

Training e approfondimento

Alla luce delle conoscenze acquisite, con un gruppo selezionato di attori, ha preso il via una fase di ricerca coordinata e diretta da Maurizio Azzurro, un vero e proprio  percorso di confronto e di approfondimento,  che posa le fondamenta sugli studi precedenti e   sulle esperienze personali dei partecipanti, con un bagaglio di conoscenze che spaziano tra le più significative Pedagogie  Teatrali del Novecento (Meyerchol’d, Copeau, Lecoq, Decroux, Laban), al fine  di indagare una sorta di “grammatica” idonea alla messa in scena delle Maschere Atellane, costruita da atteggiamenti, gestualità, posture.

 

Ricostruzione e realizzazione dell’ “oggetto-maschera”

Le Maschere utilizzate per il nostro progetto, sono state realizzate in esclusiva dal Maestro Giancarlo Santelli, in seguito ad una approfondita ricerca iconografica che si rifà al materiale ricavato dagli studi della Prof. Anna Santucci dell’Università di Urbino, ed in particolare ad alcuni calchi in gesso rinvenuti a Pompei, ed ora custoditi al Museo Archeologico di Napoli, e ad alcune statuette custodite al Museo Campano di Capua (CE)

 

Ricerca drammaturgica

La prima fase del progetto drammaturgico,  è stata curata da Angelo Callipo, che  ha indagato e cesellato, quasi come in un mosaico, i pochi frammenti di  Atellana (Pomponio e Novio)  a noi pervenuti,  costruendo una partitura adatta  ad una costruzione scenica.

Ai suddetti  testi, ricostruiti attraverso i frammenti,  segue la drammaturgia originale di Roberta Sandias, che, con la consulenza filologica del Prof. Renato Raffaelli e del Prof. Salvbatore Monda dell’Università del Molise, ha composto delle brevi farse in metrica, adoperando il dialetto napoletano, contaminato dalla lingua latina,  al fine di creare un linguaggio più  idoneo ad esprimere la vis popolare delle antiche Fabulae di Atella

 

Messa in scena

L’esito finale del progetto  ha visto la realizzazione di uno spettacolo dal titolo “Maccus in Fabula“,  per la messa in scena di Maurizio Azzurro,   presentato in anteprima nell’ambito della Manifestazione “Pulcinellamente Winter ” nel gennaio del 2017, proprio nel Comune di Orta di Atella, e che ha poi debuttato il successivo 14 agosto, nell’ambito del Festival di Teatro Antico di Velia (SA), accompagnata da interventi storico Filologici  del Prof. Salvatore Monda e del Prof. Renato Raffaelli.