Attori in scena: Maurizio Azzurro, Gennaro Di Colandrea, Paola Maddalena, Ciro Pellegrino
Scene e pupazzi: Ennio Ecuba, Veronica Netti, Emilio Bianconi
Maschere: Maria Laura Buonocore
Adattamento: Roberta Sandias

Regia: Maurizio Azzurro

 

Lo spettacolo, allestito in occasione del quattrocentesimo anniversario dell’introduzione di Pulcinella sulle scene come maschera teatrale ad opera del capuano Silvio Fiorillo, trae origine da due testi della tradizione culturale campana: la “Fiaba dell’orco”, dal seicentesco Pentamerone di G. B. Basile, e “Il Prologo di Pulcinella”, una commedia per guarattelle del novecento napoletano.

In entrambe le opere, differenti per stile e linguaggio, ricorrono le avventure in cui si barcamenano i personaggi, nonché alcune ambientazioni e alcuni modelli narrativi. L’allestimento vuole essere un pretesto per indagare la figura di Pulcinella, che, approdato sulle scene, porta a compimento un percorso che vede la sua origine perdersi nel tempo.

Lo spettacolo si propone dunque di affrontare una ricerca sulle origini di questa maschera, che risalgono a tempi arcaici e che racchiudono significati antropologici che vanno al di là della figura oleografica che è oggi approdata nell’immaginario collettivo.

Pulcinella racchiude una sua “sacralità”, era considerato un tramite tra il regno dei morti e quello dei vivi, ed è carico di significati simbolici, al confine tra sacro e profano.

Ed è proprio questa affascinante mescolanza tra sacro e profano, tra credenza popolare e religiosità, che getta le fondamenta d’un certo tipo di tradizioni culturali, ed ispira alcune suggestioni ed alcune atmosfere dello spettacolo.